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Cosa sta succedendo tra Roma, Milano e Santiago del Cile? Sono tanti e sempre più numerosi gli imprenditori invaghiti della patria di Neruda, economia di punta dell’America Latina, con un Pil galoppante e una stabilità garantita dall’Ocse. E’ vero che c’è una generale riscoperta del continente latinoamericano, ma il caso cileno rappresenta un fenomeno particolare.

Da tutt’Italia si moltiplica l’interesse di professionisti e imprese alla ricerca di canali con il paese andino o che volano a Santiago per lavorare su relazioni, opportunità e investimenti. Stanchi della palude della nostra burocrazia, del nostro sistema fiscale e dello scarso indice di innovazione italiano, centinaia di titolari di imprese, soprattutto medio-piccole, hanno sempre più spesso il Cile in testa, chi per acquistare prodotti, chi per commercializzarli, chi per una partnership, chi per delocalizzare. Tra le Ande e il Pacifico non si tratta più di sole miniere estrattive – comunque saldamente tra le prime al mondo – ma sempre più spesso di un ecosistema che mette insieme innovazione, semplificazione, competitività con benefici di immediata fruibilità anche per i nuovi attori.

I primi a sorprendersi per il fenomeno sono i membri dell’Associazione imprenditoriale Italia-Cile, futura Camera di Commercio che segue le relazioni imprenditoriali e commerciali tra i due paesi. Presieduta da Massimiliano Sammarco, avvocato tributarista internazionale, l’associazione – che ha aperto i battenti proprio un anno fa, con sede a Roma – non aveva fatto i conti con l’effetto travolgente della attrattività cilena. Sono arrivate decine di  adesioni da soci di tutti i settori industriali, provenienti da tutta Italia. E in breve hanno sottoscritto accordi di collaborazione con tutti i partner dell’innovazione cilena: Start Up Chile (l’ormai famoso incubatore di start up cileno, che unisce investimenti pubblici ed equity fund) e con la Camera di commercio Eurochile, con il Corfo, con Invest Chile, con Redes Y Desarollo, per dare un supporto concreto – e ove necessario, capitalizzare – le imprese italiane che sbarcano in questo irresistibile polo d’attrazione sul Pacifico.

Con il pieno sostegno dell’Ambasciata del Cile in Italia, con l’Ambasciatore Fernando Ayala come interlocutore attento e l’avvocato Francisco Fontecilla Lira come antenna sempre accesa a Santiago, gli ottanta soci della futura Camere di Commercio non si fermano mai: la loro principale attività è quella di accompagnare le imprese italiane in loco e viceversa, offrendo consulenza fiscale, legale e normativa, ma anche formazione, e su richiesta dare un supporto nell’organizzazione, nella selezione delle risorse umane e nelle campagne di comunicazione.
Strutturati in comitati di lavoro animati dal Segretario Generale, Nicola Francione, gli aderenti alla futura Camera di Commercio hanno appena inaugurato la loro sede di Napoli, presso il Polo dello shipping, dove hanno tenuto un convegno focus-Cile; hanno promosso un tavolo di confronto con il Comune di Catania, incontrando il Sindaco Enzo Bianco; si preparano a celebrare a Roma proprio in questi giorni il loro primo anniversario, riunendo sensibilità provenienti da ogni regione italiana. Due dei soci sono anche consoli onorari del Cile.

Negli ultimi mesi sono arrivati a otto i progetti di investimento di società italiane seguiti dall’Associazione Italia-Cile, e dato che il rischio di incorrere in un contenzioso non può mai essere escluso, l’associazione ha contribuito a fondare la Camera Arbitrale Internazionale, promossa dall’Avvocato Angelo Schiano e presieduta dall’ex Avvocato generale dello Stato, Giuseppe Stipo. Un autorevole asso nella manica per scongiurare i tempi morti in cui si arenano, a causa delle cause civili, anche le imprese più promettenti. Per l’immediato futuro, l’associazione imprenditoriale Italia-Cile punta ad una piacevole iniziativa: far scoprire al pubblico italiano la straordinaria qualità dei vini cileni. E per farlo con professionalità, ha organizzato con la Fondazione Italiana Sommelier il più grande evento di degustazione di vini cileni mai realizzato in Italia. L’appuntamento per incrociare i calici è al 31 maggio presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria. Ma le occasioni per brindare, per chi investe in Cile, non finiscono certo qui.

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